Cresce il numero delle imprese sarde, sono i dati di Unioncamere ad accertarlo. Nei primi nove mesi il numero delle imprese iscritte alle Camere di commercio dell’Isola è aumentato di 887 unità, come differenza tra le 1285 cessazioni e 2172 iscrizioni, con un tasso di crescita nei nove mesi pari allo 0,53%, sulle 168.264 registrate.

E’ un risultato che per metà è dovuto alla crescita nel turismo con 217 imprese, nel commercio con 187 e nei servizi alle imprese con 31. Vanno meglio anche l’industria e le costruzioni (entrambe segnano un + 43).
La tipologia delle imprese di gran lunga più rappresentata è la ditta individuale mentre nel calcolo di Unioncamere, le società di persone risultano in lieve calo e, ancora meno presenti , sono le altre forme di organizzazione. Guida la classifica Nuoro, con 277 nuove imprese ma Sassari, con 277 registra il maggior tasso di crescita insieme ad Oristano, lo 0,5 per cento. 244 le nuove imprese a Cagliari e 81 a Oristano.

«La vivacità del terziario è un fatto positivo e testimonia come gli imprenditori siano maggiormente stimolati ad investire, realizzando nuove imprese, proprio nei momenti di maggior crisi. – commenta il presidente di Confcommercio Sardegna, Alberto Bertolotti – È tuttavia altrettanto importante valutare quanto le nuove imprese siano capaci di stare su un mercato agguerrito e fortemente competitivo”. La soluzione, secondo Bertolotti, sarebbe quella di superare il digital divide, vero unico modo di dare alle aziende strumenti per crescere. Ciò che la nota delle Camere di Commercio sardo non fa è mettere in relazione l’enorme crescita delle ditte individuali e i dati dell’occupazione: molti disoccupati infatti non hanno altra strada per rimettersi in gioco che aprire una partita Iva e le quasi 1300 cessazioni registrate nei nove mesi dalle Camere, raccontano dei tanti fallimenti delle ditte individuali.

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