Per la prima volta in Sardegna le opere di uno dei più grandi scultori contemporanei. Con questo progetto il museo, a partire dall’eredità di Costantino Nivola, continua nell’esplorazione della scultura come strumento di confronto con lo spazio, indagine sulla forma e i materiali, come pratica artistica in grado di incidere sulle dinamiche culturali e sociali del nostro tempo. In uno spazio inondato di luce, le monumentali sculture di Cragg dialogano fra loro, con il contesto architettonico e – idealmente – col paesaggio visibile attraverso gli archi delle grandi finestre. Volumi al tempo stesso imponenti e lievi, le opere prendono saldamente possesso dello spazio senza per questo sembrare statiche; al contrario, appaiono in costante mutamento, assecondando l’inclinazione dei raggi luminosi e i movimenti dell’osservatore intorno ad esse. Sono oggetti dinamici che hanno in sé la traccia del processo che li ha prodotti: un processo che parte dal disegno, non di rado figurativo, e incontra la materia lasciandosi guidare dalla sua forza interna. Come afferma l’artista, “anche se non c’è niente di lineare, ogni cosa genera qualcos’altro. Nel materiale stesso c’è una specie di energia che si auto-propaga e si auto-genera.”

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