La cultura e la scienza diventano strumenti di integrazione e riscatto per circa 80 ospiti della struttura Casa Emmaus di Iglesias. Migranti, minori extracomunitari, persone tossicodipendenti e donne vittime di violenza, saranno infatti i protagonisti del progetto “Osservatorio Impossibile”, promosso dalla compagnia Teatro Impossibile di Elio Turno Arthemalle, dall’Osservatorio Astronomico di Cagliari e dalla comunità Casa Emmaus.

Quattro appuntamenti dedicati ai miti del passato per far luce sul presente, che avranno inizio venerdì 9 giugno nella sede dell’Osservatorio astronomico di Cagliari.

Gli ospiti, guidati dagli scienziati, visiteranno la struttura e il museo dell’astronomia e scopriranno come funziona il Sardinia Radio Telescope di San Basilio. Inoltre assisteranno a due spettacoli: il primo al Planetario con gli attori della compagnia Teatro Impossibile, il secondo all’interno all’Auditorium con l’attore Elio Turno Arthemalle e l’astrofisico Ignazio Porceddu.

Il primo incontro, dal titolo “Il mito di Io: da leggenda al femminile a corpo celeste”, è rivolto a donne tossicodipendenti e vittime di violenza. Il 16 giugno appuntamento con “La parte nascosta della luna” che vedrà protagonisti i tossicodipendenti ospiti della comunità.

Gli ospiti del Centro per Minori Stranieri non Accompagnati conosceranno il mito di “Arcade e l’Orsa” giovedì 29 giugno.

Il progetto “Osservatorio Impossibile”, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, si chiuderà giovedì 6 luglio con la visita all’Osservatorio Astronomico di un gruppo di ospiti del Centro di Prima Accoglienza per extracomunitari che scopriranno “Il mito di Europa”.

Gli incontri sono curati dalla compagnia Teatro Impossibile in collaborazione con i ricercatori e il personale scientifico dell’Osservatorio. Gli spettacoli avranno carattere divulgativo: conterranno infatti informazioni sul sistema solare e su alcuni dei principi base necessari per la comprensione dell’astronomia. Nel caso di visitatori extracomunitari verrà garantito il servizio di mediazione linguistica.

I quattro appuntamenti sono stati preceduti da un ciclo di incontri preparatori dal titolo “Senza frontiere né confini”, tenutisi nelle varie strutture di Casa Emmaus.

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