E’ stato presentato oggi, al Museo del mare di Porto Torrres, da Sindyal, società Eni, e dai tecnici della Regione, il Progetto Nuraghe: una delle più grandi opere di bonifica che interessa la ex zona industriale di Porto Torres. I lavori si occuperanno soprattutto della zona di Minciaredda, gravemente compromessa dall’inquinamento.

Il progetto prevede il trattamento e la vagliatura delle terre inquinate, il cui 75% verrà risistemato in loco come in origine. Il restante 25% verrà smaltito in siti specializzati. Verranno impiagati oltre cento lavoratori. L’opera dovrebbe iniziare nel primo semestre del 2017, intoppi burocratici permettendo.

Numeroso il pubblico locale che ha chiesto l’impegno della Syndial sull’impiego di manodopera del posto nelle opere di bonifica, ottenendo rassicurazioni dalla responsabile istituzionale Enrica Barbaresi e dal Projet manager Michele Troni. L’aspetto occupazionale era quello che maggiormente interessava i rappresentanti sindacali presenti all’incontro.

Giovanni Tavera della Uilcem Uil e Luca Velluto della Femca Cisl hanno sottolineato l’importanza di acquisire maestranze locali e in mancanza di quelle di formare chi ha già lavorato nelle fabbriche Eni per il recupero dei siti. Per le bonifiche dell’area industriale di Porto Torres, Syndial ha già speso 265 milioni di euro, ne dovrà spendere altri 291, di cui solo 98  per la prima fase del Progetto Nuraghe.

 

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