Venerdì 23 novembre negli spazi dell’ex convento del Carmelo inaugura la mostra “Maria Lai. Art in public space“, dedicata all’intera produzione di arte pubblica dell’artista ogliastrina. La mostra è patrocinata dal Comune di Sassari, è realizzata con il contributo della Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai e della Fondazione di Sardegna in collaborazione con l’ Archivio Maria Lai. 

La mostra, a cura di Davide Mariani, indaga per la prima volta in profondità l’intera produzione di arte pubblica di Maria Lai al fine di contribuire alla rilettura critica del suo percorso artistico . 

Nel complesso degli oltre trenta eventi e opere pubbliche presentate, la mostra, suddivisa secondo due sezioni tematiche ( Legare/collegare , Macrocosmo/microcosmo ), ripercorre la geografia creativa di Maria seguendone il gesto, il segno e il pensiero, tutti amplificati all’interno della dimensione pubblica lasciando trasparire il profilo di un’artista in gran parte diverso da quello che si è abituati a vedere. 

Il percorso espositivo, firmato da Alberto Paba, si sviluppa lungo i tre piani del Carmelo e tende ad esaltare la dimensione esperienziale della mostra attraverso la ricca presenza di audiovisivi, proiezioni e installazioni interattive. Vengono privilegiate le analogie tematiche e i rimandi comuni fra le opere realizzate nel territorio e la produzione artistica di Maria Lai nel suo complesso, trasformando la ricerca sull’arte pubblica in una lente di ingrandimento nuova sul suo fare creativo e simbolico, sulla visione programmatica degli interventi, sul suo agire e sulle sue finalità creative ed estetiche. 

Ecco che il suo linguaggio trova dimensioni comunicative differenti: “ da lontanissimo e da vicinissimo ”, espressioni comuni di un “ maximum ” e di un “ minimum ” che altro non sono se non due facce della stessa medaglia , in cui il rapporto con l’io si può estendere fino allo spazio più remoto e allo stesso tempo ritornare al microcosmo del vissuto quotidiano. 

L’esposizione si presenta come un viaggio nell’opera di Maria Lai reso possibile anche grazie al coinvolgimento di tutti i comuni in cui l’artista ha operato, a partire da Ulassai , il suo paese natale, passando per Aggius , Camerino , Carbonia , Castelnuovo di Farfa , Nuoro , Orotelli , Osini , Siliqua , Sinnai , Tortolì e Villasimius. 

Il percorso della mostra 

1) Legare / collegare 

Quando nel 1981 Maria Lai realizza a Ulassai l’intervento Legarsi alla montagna non trova, per sua stessa ammissione, il termine giusto per definire l’operazione, nonostante le analogie con altri avvenimenti in campo estetico. Quello che la lascia apparentemente senza parole è un dato importante, rivoluzionario: a Ulassai l’autore dell’intervento è il paese , non un solo artista. Partendo da questo celebre intervento, la sezione della mostra indagherà quelle pratiche collettive portate avanti dall’artista durante gli ultimi trent’anni della sua carriera. Azioni come Reperto (Villasimius, 1982), L’alveare del Poeta. Omaggio a Cambosu (Orotelli, 1984), L’albero del Miele Amaro (Siliqua, 1997), Essere è tessere (Aggius, 2008), ben si prestano a identificare gli elementi tipici del modus operandi di Maria Lai e del suo vivo interesse nei confronti delle relazioni con le comunità di riferimento per una reale condivisione dell’esperienza estetica . 

 

 

 

 

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