Ancora più partecipata, ancora più interattiva. Con queste premesse prenderà il via il 17 settembre la terza edizione di Smart Cityness, il festival dell’innovazione nei territori e della collaborazione locale. L’intento, come spiega Stefano Gregorini, il presidente dell’associazione organizzatrice Urban Center, è «creare connessioni e incontro tra i diversi attori del territorio che troppo spesso non comunicano tra di loro».

Due giornate dedicate a imprese, istituzioni, ricercatori, realtà del no profit, che si confronteranno e daranno vita a nuove idee e progetti nel cuore del centro storico di Cagliari, al Ghetto degli Ebrei.

Anche quest’anno, il festival si avvarrà della collaborazione dell’Università degli studi di Cagliari che «aderisce con forte convinzione al progetto, con la partecipazione dei suoi ricercatori e studenti» sottolinea Annalisa Bonfiglio, Prorettore all’Innovazione.

I dottori di ricerca dell’Università, infatti, presenteranno alcuni progetti sviluppati all’interno del proprio percorso accademico, mentre gli studenti parteciperanno all’Hackathon ColLABora, realizzato in collaborazione con il Contamination Lab e Need for Nerd. Spazio anche ai forum dell’innovazione, dove verranno presentati i progetti di tutte le realtà partecipanti. Le sere invece saranno incentrate su due principali settori dello sviluppo economico regionale: l’agroalimentare ed enogastronomia; la cultura e la creatività.

Sarà l’antropologa culturale, Alessandra Guigoni, a presentare “Buoni e crudi: formaggi e birre artigianali in Sardegna” in cui si scopriranno le eccellenze sarde nell’ambito della produzione casearia e birraia. A seguire una “food experience” con l’intento di «portare il pubblico non solo a mangiare – dichiara Guigoni – ma capire il prodotto facendo vivere una vera e propria esperienza culturale, cercando di far immaginare il territorio in cui i prodotti vengono realizzati».

Nell’ambito della cultura e della creatività, le realtà del panorama locale si confronteranno con Mehdi Ben Cheikh, artista e gallerista franco-tunisino, che spiegherà due progetti di gallerie d’arte a cielo aperto a Parigi e sull’isola di Djerba.

In primo piano dunque workshop e laboratori. Si comincia sabato mattina con il laboratorio di “Sviluppo locale” che vedrà coinvolti i rappresentanti dei GAL della Sardegna (gruppi di azione locale), i ricercatori dell’Università di Cagliari, i rappresentanti del Centro Regionale di Programmazione e dell’Agenzia Laore della Regione Sardegna. Insieme analizzeranno le criticità e leopportunità nella pianificazione e gestione di progetti di sviluppo territoriale.

Nel pomeriggio si terrà il laboratorio “Alla scoperta delle tradizioni alimentari in Sardegna con la programmazione”, a cura di CoderDojo Quartu.

L’associazione Cagliari Incompiuta terrà invece il laboratorio “Città (in)compiuta” con l’obiettivo di mappare gli immobili abbandonati e gli spazi chiusi da valorizzare.

Durante il laboratorio “Itinerari e unicità”, curato dalla start up sarda Nordai, verranno invece messe su mappa le eccellenze dei prodotti dell’artigianato artistico e dell’agroalimentare sardo.

Nella serata conclusiva si terrà il workshop “Smart community e rigenerazione territoriale”, a cura di Urban Center con la partnership di Open Hub e Propositivo.

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