Sul cosiddetto bilancio armonizzato, figlio del Patto di stabilità, che obbliga i comuni a mantenere in cassa risorse che servirebbero per infrastrutture e servizi, c’è stata una dura protesta dei sindaci di tutta l’isola a Cagliari lo scorso fine settimana. Gli effetti delle normative europee sono molti, ma per avere un’idea si può prendere il caso id Castelsardo, alle prese con la ricerca di risorse spendibili per co- finanziare la festa di Capodanno, evento che nella cittadina medievale ha sempre avuto un sensibile ritorno economico sulle attività locali. “Proprio il bilancio armonizzato – spiega Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo – potrebbe saltare per le norme che impediscono al Comune di impegnare una piccola cifra di compartecipazione a un evento finanziato dalla Fondazione di Sardegna e da altri investitori”.

Anche Cuccureddu era alla manifestazione di Cagliari. “Da consigliere regionale – scrive – avevo proposto una legge, la numero 16 del 2010, che poneva un al patto di stabilità ma l’obbligo del bilancio armonizzato ha reso impossibile ogni alternativa”. “Oltre alle restrizioni di spesa – spiega il primo cittadino – ora è difficile utilizzare anche il fondo unico regionale che, una volta ripartito, non si può impiegare se non per l’anno in corso, così se quei soldi arrivano a Novembre non si possono impiegare a Gennaio dell’anno successivo, perché devono restare nell’avanzo di bilancio, non abbiamo soldi da spendere nemmeno per partecipare al finanziamento del Capodanno in piazza, mentre il blocco degli avanzi di amministrazione e delle economie ha accumulato qualcosa come due milioni di euro L’unica soluzione possibile è che la Regione conceda spazi finanziari alle amministrazioni. Scaricare le colpe sull’Unione europea, come ha fatto l’assessore al bilancio Raffaele Paci, non aiuta nessuno”.

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