L’antefatto è una riunione del tavolo per la costituzione dell’Organismo interprofessionale, quello che mette assieme i diversi attori della produzione del formaggio, che la Coldiretti ha deciso di disertare con vive proteste contro la politica regionale.

I trasformatori del latte, avevano scritto i vertici dell’associazione, stanno concedendo caparre sul prodotto ai pastori e in quei contratti il prezzo del latte risulta improponibile. Inoltre, sempre secondo Coldiretti, l’organismo non starebbe garantendo la trasparenza sui dati di produzione necessari alla regolamentazione dei prezzi e agli eccessi di produzione del Pecorino romano. insomma, al di fuori del tavolo, le cooperative dei caseifici continuano la loro politica di prezzi al ribasso.

Contro questa presa di posizione è intervenuta l’assessora all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, il giorno dopo la riunione del tavolo. “Sono sorpresa- ha scritto – dall’atteggiamento dei vertici di Coldiretti Sardegna nei confronti del percorso di riorganizzazione del comparto che la Regione sta accompagnando in questi mesi”. L’assessora ricorda che il tavolo interprofessionale ha sollecitato l’estensione al comparto ovino del decreto ministeriale che obbliga gli acquirenti del latte bovino a comunicare mese per mese le quantità di latte conferite ai produttori e ha anche stabilito che non appena costituito l’Organismo, gli aderenti debbano comunicare anche i dati produttivi sul formaggio.

Quanto al prezzo del latte, scrive Falchi, “stiamo lavorando affinché nella prossima campagna si stabilizzi a livelli superiori di quelli denunciati da Coldiretti. Decine di anni di disorganizzazione non si risolvono in un batter d’occhio”. L’assessora Falchi richiama dunque l’associazione alla responsabilità e alla compartecipazione per la riorganizzazione del comparto lattiero caseario.

pastori

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