Dopo due giorni di lavori, ieri mattina, il Consiglio regionale ha dato il via libera alla riforma dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (Area) che gestisce oltre venticinquemila alloggi in tutta la Sardegna. Un passo importante nel «processo riformatore portato avanti da questa Giunta – spiega il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, in Aula – perché la riforma interviene in un importante Ente già risanato dal punto di vista finanziario e amministrativo. Permetterà, grazie a una formula innovativa, di coniugare l’efficienza amministrativa con il decentramento territoriale e la partecipazione.»

L’approvazione del testo di legge con 33 voti a favore da parte del centrosinistra e 16 contrari dall’opposizione che più volte ha parlato di «norme accentratrici», mette così fine ai due anni di commissariamento.

E i cambiamenti partono dai vertici. L’Agenzia che prima era guidata da un presidente e da un consiglio di amministrazione, ora avrà un amministratore unico che sarà affiancato da un direttore generale, un collegio dei sindaci e un Comitato regionale di edilizia sociale (Cres).

Il Cres, a cui è affidato l‘incarico di curare la proposta del programma annuale degli interventi di Area, è composto dall’amministratore unico, dal presidente del Consiglio delle autonomie locali e da venti componenti eletti dal Consiglio regionale in rappresentanza delle otto circoscrizioni elettorali, che avranno diritto a un rimborso spese in caso di necessità.

In questo modo, come spiega l’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda «non ci saranno centralizzazioni perché i servizi a cittadini e imprese sono rimasti territorializzati.»

L’Area sarà finanziata dai canoni di locazione degli alloggi di edilizia sociale e dai canoni di immobili in proprietà o affidati in gestione. Sono previsti anche i crediti garantiti dai compensi per spese tecniche, generali o per altre attività, compresi i servizi di ingegneria ed architettura, per opere delegate o di interesse regionale.

Una parte delle risorse arriverà anche dai finanziamenti dell’Unione europea, dello Stato, della Regione, dagli enti locali e dai proventi derivanti dall’eventuale alienazione del patrimonio immobiliare, o di una sua parte.

Come prevede la riforma, entro un anno dal proprio insediamento la Giunta regionale elabora un documento preliminare di programmazione degli interventi (Dopies), che deve essere approvato entro sei mesi dall’inizio della legislatura (in questo caso a legislatura avviata) sulla base delle proposte presentate da Area e dai dati forniti dall’Oreca, l’Osservatorio regionale sulla condizione abitativa.

«L’edilizia residenziale pubblica ha uno spazio di grande rilievo nel lavoro di questa Giunta – conclude Maninchedda – che con un investimento di 40 milioni di euro e agendo su oltre 1.000 alloggi ha portato avanti in due anni un imponente piano di interventi.»

Foto Roberto Pili

,
Potrebbero interessarti anche
Latest Posts from