Il supermanager della futura Azienda per la Tutela della Salute, Fulvio Moirano, che nomina direttore Amministrativo Stefano Lorusso e direttore sanitario Francesco Enrichens. Il direttore generale della Azianda Ospadaliero-universitaria di Sassari Antonio D’Urso che nomina come direttore amministrativo Lorenzo Pascini.

Insomma nessun sardo ai vertici della sanità sarda, che gestisce una spesa di 3 miliardi di euro, la fetta in assoluto più grande del bilancio regionale. Scelte contestate dall’opposizione ma mal digerite anche da una parte della maggioranza politica, con una dura presa di posizione del Partito dei Sardi.
Scrive Franciscu Sedda, segretario del Pds: “Non c’è la volontà di investire sulle nostre competenze, di valorizzarle e farle crescere. Risulta infatti molto difficile credere che nella lunga lista dei sardi già profilati dalla Giunta, e risultati fra i migliori, non ce ne sia neanche uno ugualmente bravo, se non più bravo, di coloro che sono stati selezionati per i ruoli di Direttore Generale e Amministrativo della futura ASL Unica”.
“Il problema è nel peccato originale, tutto politico, favorito nei fatti dal Presidente e dalle scelte di Giunta in materia sanitaria – osserva Sedda – l’inconscia convinzione che i sardi fossero incapaci di risolvere i problemi della sanità sarda, che il problema della sanità sarda fossero i sardi che lavorano in sanità. un vero cambiamento radicale e in meglio della sanità sarda deve passare per la capacità di individuarle e valorizzarle”.  “Crediamo – scrive Sedda – che la china intrapresa vada invertita perché non crea quell’empowerment, quella crescita di capacità e di responsabilità, di cui il mondo della sanità sarda ha profondamente bisogno”.
Critiche alle scelte di Moirano arrivano anche dall’Upc, che con il capogruppo Pier Franco Zanchetta rileva l’eccesso di figure apicali esterne che umiliano la classe dirigente della Sardegna e i sardi.

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